Alzheimer: quando ti porta via il papà...il racconto di Alessandra


Mi chiamo Alessandra e ho 40 anni, di professione infermiera a Savona, alcuni anni fa mio padre comincia ad avere i problemi di memoria, ma essendo molto giovane non volevamo pensare fosse ancora quella brutta "cosa" che facevamo proprio fatica anche a nominare. Già avevamo la nonna in casa di riposo, completamente devastata dalla demenza senile, ma aveva 90 anni, ma papà aveva, allora poco più che 60enne...non poteva essere! Pian piano peggiora, si perde nei pargheggi, non ricorda come tornare a casa. A quel punto inizia la solita gita tra ospedali, visite ed esami per avere poi la diagnosi terribile di Alzheimer, ed anche molto aggressivo. Gli viene data una terapia, cerotti e cymbalta ma è sempre più perso ed inebetito: inizia a non riconoscermi più. HO PERSO MIO PADRE. E' la sensazione più terribile questa da affrontare, insieme alla aggressività che aveva messo fuori con me e la mamma. Lui, un uomo buono, educato e sempre pacato. Ora arrivava alle mani, non dormiva di notte, urlava e faceva impazzire tutti noi anche scappando di casa. I medici ci fanno provare medicine di tutti i tipi ma con risultati altalenanti. Per un pò servono, più a stordirlo che altro. Ma io non mi rassegno. Attraverso un gruppo in Facebook (allora ancora aperto) leggo di questo terapia e chiedo informazioni su come potrei farla provare a papà. Gli ostacoli non sono pochi. Medici preparati non abbondano ma decido di prendere contatto con chi mi ha consigliato una ragazza del gruppo anche lei con i miei stessi problemi...ed iniziamo l'iter...credevo di trovare un ostacolo in mia mamma ma invece, nonostante l'età, la vedo subito lanciata. Bene, ottenuta visita,ricetta e terapia, si inizia. Mia mamma diventa il piccolo mago Merlino di casa e si destreggia a dare le gocce ad un papà per niente collaborativo. Nel frattempo mi devo assentare per lavoro un paio di mesi. Al ritorno, rientro a casa e...mio padre mi saluta e mi abbraccia. Io non posso fare altro che mettermi a piangere. No, non sto parlando di miracoli. Non mi riconosce quasi mai e non è regredito l'Alzheimer. Non voglio dare false speranze. Ma sta molto meglio. Dorme di notte, quindi è molto più calmo e rilassato. Ciò ha portato a tornare il carattere di mio papà e ogni tanto a tornare anche mio papà. Noi continueremo ad integrare la terapia tradizionale con l'olio di bedrocan che ci hanno prescritto anche se a pagamento perchè tutto questo non ha prezzo. Non abbiamo perso le speranze che magari continuando un pochino di papà torni di più a salutarci ma intanto non avere più uno sconosciuto in casa è una vittoria per tutta la famiglia ed una pace impagabile.

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