Claudia e....la VITA!

Ho scoperto con sorpresa che a scrivere sono molto più logorroica che a parlare. 

Per cui vi risparmio la mia vita a.c. (avanti cannabis) perché ne ho già parlato ampiamente nel libro "i colori della mia vita", scaricabile gratuitamente dal link :

http://www.ebookservice.net/scheda_ebook.php?ebook=i-colori-della-mia-vita-di-claudia&ideb=2256

e riparto dal d.c (dopo cannabis).

Ho pensato di farlo non sottoforma di racconto ma attraverso alcuni pensieri, post, mail scritti in tutto il periodo intercorso dalla fine del libro ad oggi.

"Il mio corpo è una GABBIA che ha vita propria.Decide lei. Ci sono giorni come oggi in cui si rimpicciolisce fino a togliermi il fiato, mi stritola, fa male. Altri, in cui è più ariosa. Ho imparato col tempo a conviverci. Per farlo so che devo assaporare il "tempo" che mi regala per sognare, per pensare, per scavare, per conoscermi e per conoscere, per dar valore ai particolari, per ascoltare, per nutrire le mie passioni, per assecondare le mie curiosità, per informarmi, per abbattere muri, per comunicare, per condividere. Se non lo faccio e penso solo ai limiti che la gabbia mi impone, impazzisco. Poi ci sono i giorni in cui la gabbia apre improvvisamente lo sportellino e quello è il momento esatto in cui spicco il volo. Mi stupisco, mi entusiasmo, libero la fantasia, progetto, canto, ballo, rido, gioisco, respiro libertà, faccio..per dar vita ai sogni. A volte i sogni si realizzano e questo fa sì che, quando è il momento, io possa tornare nella mia gabbia felice, pronta a ricominciare a lottare! Oggi si lotta."

"Ieri Cereglio/Albenga/Cereglio (per capirci 8 ore di macchina) ma ho conosciuto un uomo, prima che un medico, davvero speciale, il dr. Marco Bertolotto Rassicurante, sorridente, con la battuta pronta (che non guasta mai!) e nel contempo attento, partecipe, sicuro e diretto, forte della sua esperienza ma senza la spocchia di chi la vuole ostentare. Con la passione negli occhi e "l'imbarazzo" di chi vorrebbe aiutare più malati possibile ma con la consapevolezza di non essere ancora "uno e trino" e di avere anche lui giornate di 24h. Sono uscita da quell'ambulatorio serena, sicura che la strada della cannabis terapeutica è quella giusta e rassicurata dalla certezza di aver trovato un punto di riferimento fondamentale. Ho cantato per tutto il viaggio di ritorno. Grazie doc!"

"È stato un percorso lungo, faticoso emotivamente e fisicamente.

Anni di esercizi quotidiani inventati da me (nessuno credeva che potessi tornare a "sembrare normale") ma ce l'ho fatta!

Mesi e mesi di uncinetto e lavoro ai ferri per allenare le mani. Inizialmente non riuscivo neanche a tenerlo stretto l'uncinetto...troppo sottile, come una biro, una forchetta, il tappino di una bottiglia, una matita per gli occhi e tanto meno uno smalto.

Ho iniziato con i tutorial su internet, con cose semplici ma tanta fantasia.

I dolori tremendi alle dita pian piano sono passati, ho fatto centinaia di portacellulari, porta fazzolettini di carta, portamonete da regalare alle mie amiche entusiaste perché erano molto originali ma soprattutto fatti davvero col cuore.

Uno diverso dall'altro, sempre più belli, sempre più complicati (per allenare anche la concentrazione). Tutte le volte che ne finivo uno era come un parto...la soddisfazione superava il dolore.

Mi inventavo fiori coloratissimi, poi sono passata ad applicazioni e ricami, ma che necessitavano dell'uso dell'ago.

L'AGO....impalpabile, ingestibile, dotato di vita propria...ma domato col tempo e tanta costanza.

A quel punto sono passata alle borse, poi ai maglioni, quest'inverno ho fatto addirittura un bellissimo cappotto...

Questo mi ha permesso di tornare a fare una firma, poi a scrivere  (la calligrafia cambia a seconda dei giorni ma è leggibile).

Le bottiglie sigillate ancora non le apro, ma se sono aperte il tappo riesco a svitarlo...e se ci pensi non è un movimento semplice da comandare ad una mano.

Lo smalto è l'ultima conquista, è l'ultima scommessa che sto vincendo...ancora qualche sbavatura in qua e in là ma rimediabili.

Le gambe...mesi e mesi di rieducazione tanto dolore e tanta fretta di recuperare. Poi ho capito che la fretta non serviva ma serviva tanta costanza. Esercizi su esercizi, piccoli giretti con le stampelle accompagnata dal volontario di turno, poi piccoli giretti da sola intorno al divano così se cadevo avevo la speranza di farlo sul morbido. Tutti i santi giorni...che le energie me lo permettevano.

Per mesi, anni. Sono arrivata al tapis roulant! Da 5 minuti a un'ora..tutti i giorni..l'obiettivo era tornare a correre, ma non ce l'ho fatta o meglio, non ancora.

La concentrazione è stata la bestia più difficile da domare.

I test che mi fecero dopo l'ultima crisi (dicembre 2013) diedero risultati pessimi sia sulla concentrazione che sulla memoria (di 3 parole non ne ricordavo neanche una).

Non riuscivo a seguire un discorso e non riuscivo a farlo, tantomeno riuscivo a guardare un film o a leggere un libro.

Non mi ricordavo la sequenza per cuocere un piatto di pasta.

Mi dimenticavo di mangiare e tanto altro.

Cosa fare? Sforzarsi! Organizzarsi!

Mi scrivevo tutto sul cellulare.

Ricordarmi di prendere le medicine era un dramma e poi lo era ricordarmi se le avevo prese o no...tutto scritto e suonerie programmate ad hoc.

Leggevo poche righe di un libro e smettevo, ma provavo a ricordare cosa avevo letto, per la volta dopo, per non ricominciare da capo.

Le foto mi hanno aiutata tanto a ricordare, a focalizzare i particolari.

Avevo il terrore di non ricordare più certi attimi, certe sensazioni, certe espressioni e fotografavo tutto.

Una sorta di memoria aggiuntiva che mi serviva per comunicare anche agli altri cose che magari facevo fatica ad esprimere a parole. 

Io che ho lavorato per anni coi numeri, con tabelle complesse, con programmi sempre più elaborati ma efficienti inventati, studiati e poi realizzati con un collega del CED, adesso non ce la farei più. Quello era il mio mondo perché alla fine tutto quadrava, avevo delle certezze. E non sai quanto mi manca!

Ci ho riprovato col trading online, cavolo quanto mi piace!

Ma ho capito che non è ancora il momento. Se mi butto in una cosa che mi appassiona non ho tempi, non ho orari, sto lì finché non ho capito e così esagero, mi stanco e la testa vola, come ovattata, per percorsi suoi, si sconnette. Dover accantonare i numeri mi ha permesso di esplorare altri mondi che avevo sottovalutato e trascurato, fra tutti la parola, la scrittura.

L'uso terapeutico della scrittura non lo avevo mai preso in considerazione, invece è stato una svolta.

Quel benedetto libro nato per gioco, senza nessuna convinzione reale, mi ha dato delle soddisfazioni e delle consapevolezze impensate.

E mi ha aiutato a ricordare e a stare concentrata.

Faccio ancora fatica a ricordare titoli di film o di libri, a volte non mi vengono le parole, ma ci faccio una risata sopra.

La risata...ecco cosa mi manca!

Nonostante tutti questi sacrifici e tanto dolore non mi è mai mancata la voglia di lottare col sorriso, di ironizzare, di scherzare.

Ero felice (sembra una bestialità) ero serena ero sicura...perché avevo una motivazione, un obiettivo da raggiungere...

Ho fatto una scelta meditata ma che ha richiesto grossi sacrifici e pesanti rinunce, quella di allontanarmi da tutto e da tutti per poter riconquistare col tempo la mia vita e la mia indipendenza con il supporto fondamentale della cannabis terapeutica.

Ma anche solo il pensiero di dover interrompere la terapia per mancanza di cannabis e quindi il rischio evidente di poter avere un'altra ricaduta pesante, mi destabilizza profondamente.

Si potrò tornare a stare meglio, anzi sicuramente succederà, ma ho la consapevolezza di aver perso la mia allegria costante, lo stupore negli occhi e l'entusiasmo per le piccole cose anche le più insignificanti (mi ricordo che all'inizio non capivi...) che però sono sempre stati una mia prerogativa caratteriale amata da tutti."

"In questi giorni è una fatica anche farmi scorrere le ore addosso, sono un leone in gabbia senza la forza di ruggire, vedo tante persone per me importanti passare davanti alla mia gabbia e provo un forte senso di disillusione e di delusione. L'esatta percezione che avevo prima di iniziare la terapia: la vita di tutti va avanti, la mia è l'unica ferma.."

"Questi sono giorni di paura!Il mio castello di pace e serenità, il mio nido ovattato, il mio equilibrio interiore conquistato con tanta perseveranza, il mio eremo di pace identificato come la soluzione dei miei problemi, le rinunce pesanti ma meditate e fatte con convinzione ...tutto sta crollando, si sta sfaldando,  si sta sbriciolando. E mi chiedo che ne farò dei calcinacci? L'idea di ricominciare tutto da capo mi terrorizza perché non so se ne sarò capace. "

Una persona una mattina mi ha scritto:

"Stanotte ti ho sognata. Avevi un vestitone enorme bianco tutto a fiori, ridevi sempre come una matta e raccoglievi fiori su fiori. Ma io non riuscivo a dirti qualcosa o fermarti perche' era realta' ma era come se io guardassi un filmino quelli fatti una volta con le vecchie cineprese. Ma tu eri contentissima del tuo enorme vestito a fiori."

I sogni hanno sempre un'attinenza con la realtà, con le nostre sensazioni e percezioni.

Mi vedevi in un filmino perché hai capito che in questo momento non sono quella Claudia, LA CLAUDIA!

Aiutami a tornare a ridere come una matta raccogliendo fiori su fiori in un enorme vestito bianco!

Domani arriva il bedrocan e si ricomincia a vivere!


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