Dagli usi religiosi a quelli medici



La Cannabis, ha avuto un lungo e tumultuoso passato e anche il presente non sembra sereno.

Fino agli anni 50 in Italia , questa pianta ha rappresentato un industria fiorente e prodotto un farmaco largamente impiegato; tuttavia continua ad essere considerata una sostanza illegale e dannosa, nonostante le prove scientifiche moderne dimostrino il contrario.

Quindi cosa ha causato questo cambiamento nella percezione? Per capirlo, risaliamo alle radici;

inizi del 900, Stati Uniti d’America.

Durante questo periodo, la Canapa, sorella non psicoattiva della Cannabis, divenne una fonte popolare per produrre carta, olii essenziali, mobili, materiale da costruzione, foraggio, vestiti e molto altro ancora. La sua abbondanza e popolarità minacciava l’industria del legname, dei carburanti e delle fibre sintetiche di recente costituzione. Lobbisti e gruppi di interesse acquisiti in quei settori , guidarono l'opinione pubblica e il governo, per imporre una pesante tassa su tutte le forme di cannabis.

Ciò portò diverse imprese a fallire. Per esempio nel 1941 Henry Ford inventò un'auto costruita quasi interamente con plastica di canapa alimentata con biodiesel ,molto più sostenibile della plastica sintetica e del petrolio; il veicolo rivoluzionario non fù mai prodotto a causa delle leggi esistenti.

Nel 1970 durante il mandato del presidente Richard Nixon , il Controlled Substances Act vietò tutta la produzione e il consumo della pianta. Iniziò così la famigerata e ignorante "War On Drugs" che includeva anche la Cannabis paragonandola a droghe ben più pericolose.


Gli Stati Uniti hanno sempre esercitato influenza sulla politica mondiale e usarono le Nazioni Unite per armare altre nazioni a seguire l'esempio.

Anche in Italia fin dagli anni ’30 furono emanate leggi che colpivano la cannabis decimando le aziende impegnate nella produzione di corde,vele e medicinali. il governo Cossiga emanò la Legge n. 685 del 22 dicembre 1975" Disciplina degli stupefacenti e sostanze psicotrope" concentrando l’attenzione solo sulle affermazioni non comprovate del pericolo legato al THC (l'elemento psicoattivo), ignorando i numerosi benefici e il ruolo che la cannabis aveva sempre svolto nella società italiana.


Il danno causato da questi atti ha impedito al mondo di usufruire delle innumerevoli innovazioni, insabbiando così la possibilità di avere un futuro più sano e sostenibile.

Dobbiamo riconoscere che tutte le macchinazioni del passato hanno alimentato il pregiudizio odierno.

E ancora oggi sebbene la Cannabis sia riconosciuta come farmaco e rientri nello stato di diritto curarsi con essa, lo stigma ancora forte limita che questa medicina naturale possa competere equamente con altri farmaci sintetici .


Gli Stati Uniti hanno finalmente appreso dai propri errori e Numerose sono le ricerche che svelano luci e ombre sulle terapie a base di Cannabis. Oltre a questo, la cannabis medica è ora legale in oltre 40 paesi in tutto il mondo e sebbene in Europa l’Italia sia stata la prima a riconoscere l’uso terapeutico già nel 2007, ad oggi siamo il fanalino di coda di questo cambiamento.

Quindi, perché non stiamo seguendo l’esempio degli U.s.a. questa volta? I benefici scientificamente provati per la salute, l'ambiente e l'economicità di questa pianta superano di gran lunga le millantazioni sulla pericolosità di questo farmaco.


A.P.A.C.A.M. sta sostenendo l'uso medicinale di questo farmaco per il trattamento di pazienti con epilessia farmaco resistente, dolore cronico, cancro e tutte le condizioni riconosciute dal ministero della salute.

Con queste condizioni, i pazienti affrontano la prospettiva di una scarsa qualità della vita, oltre agli effetti della malattia.

La cannabis può essere di grande aiuto, per alleviare i sintomi di molti problemi, come rilevato attraverso numerosi studi clinici a livello internazionale.

I malati necessitano approfondimento in merito all '"effetto Entourage", legato alla sinergia di tutti i composti attivi alla base della maggior efficacia della Cannabis rispetto alle medicine convenzionali, La nostra Associazione , sta cercando di informare e far comprendere l’importanza dei diversi fitocomplessi Di Cannabis , l'efficacia della in ambito medico di questa pianta è legata al riconoscimento che ogni paziente ha un suo quadro clinico personale e qualsiasi terapia va soggettivata da medici esperti di Cannabinoidi e non venduta un tanto al kilo come la medicina chimica.

Ritenendo che il momento sia arrivato e che i pazienti non possano aspettare le logiche politiche o gli interessi economici .Stiamo lavorando per :

· sensibilizzare i vari apparati statali sulla necessità di apportare uniformità nel trattamento nella legge nazionale ,

· Aumentare la produzione aprendo a tutti coloro che presentano le necessarie caratteristiche per la produzione di cannabis farmaceutica sul territorio italiano

· Non limitare la scelta a pochissimi fitocomplessi oggi autorizzati sul territorio nazionale e spesso irreperibili

· Garantire la continuità terapeutica, non limitandosi a pensare i principi attivi in mg equivalenti ma riconoscendo l’effetto entourage delle centinaia di principi attivi contenuti .

Che siano i pazienti e i medici prescrittori esperti italiani a decidere e validare l’efficacia,non burocrati che la Cannabis nn la hanno ne vista ne provata.


Tutto questo perché i Pazienti Italiani non debbano essere privati di questa pianta salvagurdando l’accesso al farmaco in maniera sicura, efficacie e unitaria.

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